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Quanto vorrei di nuovo allattare mia figlia

Titolo particolare il mio se si considera che Aurora Maria ha quasi 2 anni e io non la allatto più da una vita. Se mi dicessero, però, che c’è un modo per tornare indietro sicuramente tornerei alla sua nascita.

Diciamoci la verità, al corso pre-parto è tutto facile e naturale: la gravidanza è naturale, il parto è naturale ed è naturale anche allattare (ai corsi trovano naturale anche che tuo marito,compagno o fidanzato la sera ti massaggi dalla testa ai piedi) ma poi effettivamente è così? Sicuramente cosa consiglio è di fare assolutamente il corso pre-parto perchè, anche se poi in sala parto ti dimentichi di tutta la teoria e l’unica cosa che ti viene in mente sono solo queste parole dell’ostetrica: << Signora durante il parto può fare e dire a suo marito tutto quello che vuole tanto lui sa che non lo pensa davvero!>>, il corso è un modo per potersi concedere del tempo per se stesse e per il nascituro, soprattutto se si tratta di un secondo figlio.

La mia esperienza sulla gravidanza e sul parto devo dire che è splendida (4 ore tra travaglio e parto e nessun dolore), ma per quanto riguarda l’allattamento non è stato cosi. Non voglio dire che sulla mia strada ho trovato degli incompetenti, ma sicuramente se qualcuno avesse scaricato un po’ meno colpe sul mio stato d’animo da mamma stremata dopo giornate intere passate con la propria figlia in braccio anche per andare in bagno e mi avesse ascoltato, si sarebbe accorto che i pianti incessanti ed estenuanti di Aurora Maria erano dovuti alla fame.

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In ospedale l’allattamento e la crescita di Rori erano perfettamente nella norma, basso calo fisiologico e buona presa di peso (va bè eravamo nel 25esimo percentile ma lei è piccolina di suo). Nei 2 mesi successivi continuava a seguire la sua curva di crescita e devo dire che nessun pianto strano mi aveva allarmato, ma dal terzo mese e mezzo in poi le cose cambiano. Ogni poppata era un incubo, attaccare Aurora Maria era un’impresa: si attaccava e staccava in continuazione e piangeva di conseguenza; ed io da mamma inesperta più che passare da un seno all’altro nella speranza che il tutto si concludesse il prima possibile non facevo. Dopo qualche settimana decido di parlare con una delle due ostetriche che mi avevano seguito durante il corso e lei, come dicevo prima, scaricava su di me lo status di mi figlia dicendomi che essendo io di cattivo umore la bambina agiva di conseguenza e così vai giù di gocce di Bach che, per carità, facevano bene a me ma non cambiavano la situazione. Ovviamente sento anche il parere della pediatra che però non trova soluzione al problema, e mi propone delle analisi delle urine. Peccato che mia figlia stava perdendo peso e che eravamo a ridosso dalla partenza per le vacanze estive. Faccio le analisi qua e le rifaccio dopo qualche giorno in vacanza, ma non risulta nulla di rilevante.

Beh, a volte (direi quasi sempre ed è questo lo scopo del mio blog) incontrare delle mamme aiuta tantissimo, soprattutto se non ti conoscono e ti parlano puramente per esperienza vissuta. Ero appunto al mare e incontro per caso una ragazza: sapete come siamo noi mamme, basta vedere un bambino dell’età di nostro figlio e partono le migliori chiacchierate della vita su gravidanza e allattamento! E’ lei a consigliarmi di provare a dare il latte artificiale a Rori, perchè se al seno si attacca e stacca e piange in continuazione 99 su 100 è fame.

Non dimenticherò mai l’espressione di Rori al suo primo biberon di LA: aveva il volto finalmente rilassato e soprattutto basta pianti. Ma era necessario ricorrere al latte artificiale?

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Mi sono colpevolizzata per mesi e ancora oggi, a distanza di 18 mesi, mi chiedo se avrei potuto fare qualcosa per evitare tanta sofferenza a me, a mia figlia e se avrei potuto evitare di darle quel latte che nel tempo ho tanto odiato!

Rori è sempre stata ingorda e pigra e per questo mi sono sempre detta che probabilmente finchè chiedeva poco latte il suo modo di succhiare bastava, nei mesi, invece, il flusso sarebbe dovuto aumentare ma lei non stimolando bene il seno non faceva fuoriuscire la quantità necessaria per saziarla. Un tiralatte mi avrebbe potuto aiutare o almeno questo è quello che mi sento.

Quindi mamme questo è quello che vi consiglio: non mollate mai se desiderate allattare i vostri bimbi, provatele tutte, allattamento a richiesta, ad ore, sopportate qualsiasi dolore perchè alla fine tutto passa, provate il tiralatte se pensate che le quantità di latte assunte siano poche. Insomma non arrendetevi mai, perchè i mesi passano e tornare indietro è impossibile e ti rimane solo il ricordo di quel contatto unico e simbiotico che ti legava a tuo figlio.

Io ricorderò per sempre i nostri occhi guardarsi durante le poppate, ricorderò per sempre che il seno sinistro era il suo preferito, ricorderò per sempre la sensazione che ho provato a nutrire Aurora Maria, ma ricorderò per sempre quel distacco forzato che mai più potremo riprovare.