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FESTA DELLA DONNA: impariamo a sentirci e comportarci da Donne

Quando arriva la festa della donna, per me, si aprono mille punti interrogativi: perché festeggiare questa giornata? cosa ne pensano le donne di questa ricorrenza? ha senso questa festa nel 2018?

Sinceramente non ho pensato di fare delle interviste, ma in seguito a varie ricerche su internet e alla mia esperienza di vita, vorrei rispondere a queste domande per voi.

Iniziamo, però, con un po’ di storia.

La vera storia dell’origine della festa delle donne non ha nulla a che fare con un incendio in una fabbrica o leggende simili come magari molte di noi (compresa io prima di fare ricerche) abbiamo sempre pensato. Sebbene ufficializzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite solo nel 1977, la Giornata mondiale delle donne si festeggiava in molti paesi già da molti anni. Il primo Stato furono gli USA: prima con la conferenza “Women’s Day” del 1909 e poi con una vera e propria giornata negli anni successivi.
L’origine dell’ 8 marzo è invece strettamente legata a ciò che avvenne l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, quando le donne della città si riversarono per le strade manifestando con forza perchè la Prima Guerra Mondiale avesse fine e furono le prime a portare alla caduta dello Zarismo. In Italia, la festa della donna, venne introdotta il 12 marzo 1922 e dopo la Seconda Guerra Mondiale, nell’ottobre del 1945 venne istituita l’UDI (Unione Donne Italiane), un’associazione fatta per rivendicare i diritti delle donne partendo dalla loro posizione sociale e politica. Dal 2016, in diverse piazze italiane, si svolgono dei cortei organizzati dal movimento “Non una di meno”, dove più di diecimila donne si uniscono per manifestare contro gli abusi, la violenza domestica e sul lavoro e si battono per l’uguaglianza. Questo movimento nasce in Argentina a seguito della morte di Lucia Perez, una ragazzina di 16 anni che venne violentata, drogata, torturata e infine uccisa da tre uomini.

Insomma, negli anni si è sempre combattuto per ottenere diritti: diritto al voto, diritto alla libertà di pensiero, diritto alla parità tra sessi, diritto all’aborto e si è detto no alla violenza sulle donne. Se minimamente le nostre bisnonne hanno lottato con tutte le loro forze, ottenendo grandi cambiamenti , nello scenario odierno vedo tutto il contrario. In continuazione sui notiziari ci vengono raccontati fatti di cronaca di violenza sulle donne che fanno accapponare la pelle. Vediamo da semplici pubblicità, come il corpo della donna è rimasto oggetto di fantasie e prototipi errati. Soprattutto le mamme, notano come nel mondo lavorativo spazio per le donne ce n’è davvero poco ed è costretto a scelte e sacrifici.

Oggi è l’8 Marzo e molte saranno le donne dai 16 anni in su che ricercheranno in questa festa solo un motivo per richiedere fiori, “divertirsi” con le amiche, magari in discoteca ad apprezzare qualche bel fustone spogliarsi, mentre ci si riempie di alcol dimenticandosi di quell’integrità, intelligenza ed eleganza che dovrebbe essere innata nella natura femminile. Nel frattempo, ci saranno donne che verranno picchiate, uccise, bambine torturate che subiranno abusi. Sono migliaia i nomi che potrei fare e le storie che potrei raccontare, ma non voglio tediarvi e intristirvi.

Per me la festa della donna non è l’8 Marzo, ma tutti i giorni: lo è quando vedo che mi affermo nella società, lo è quando mio marito mi apprezza come sua compagna (non come sua serva o concubina), lo è stato quando sono diventata mamma e sarà quando insegnerò a mia figlia che l’importanza nella vita non è avere un fisico da urlo, ma un cervello da invidia. Sarà la festa della donna quando non ci sarà più bisogno di manifestare, quando non esisterà più la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, quando non esisteranno più le bambine spose, lo sarà quando ci governerà una donna perchè non sarà vista meno brava di un uomo.

Questa festa ha senso se tutte noi donne facciamo valere l’importanza di essere Donne: senza di noi non ci sarebbe la vita, senza di noi non ci sarebbe quel pizzico di follia che al mondo serve per essere vivo,senza di noi non ci sarebbe futuro. Spero che questo articolo vi faccia riflettere e agire: oggi siate propositive sul lavoro, quando tornate a casa dai vostri fidanzati, compagni o mariti ringraziateli se vi fanno stare bene e sentire uniche; se invece sono motivo di delusione, frustrazione e violenza abbiate il coraggio di dire BASTA! Ognuna di noi si merita la vita dei sogni, quella delle fiabe, dove tutte siamo delle principesse (non per forza accompagnate dal principe azzurro).

Continuiamo a combattere per quei valori in cui le nostre nonne credevano, perché se continuiamo a mostrarci nude sulle copertine, a mettere in mostra il corpo al posto della cultura, non ci ribelliamo agli abusi dei nostri datori di lavoro o familiari, l’8 Marzo non avrà mai senso di esistere!

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BUONA FESTA DELLE DONNE!