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Bye bye ciuccio

Era lunedi 28 gennaio quando per la prima volta si è compiuto il “fattaccio”. Io lo definirei più un miracolo visto che, Aurora Maria per 2 anni e 9 mesi, non aveva mai minimamente sognato di voler addormentarsi senza ciuccio e io ormai avevo perso le speranze e avevo desistito nel provarci. A differenza di Angelica, Auri ha subito apprezzato il ciuccio, così che a 10 giorni dalla sua nascita già ne possedeva quattro in modo da avere un po’ di ricambi.

Non ho mai sopportato le frasi tipo “ormai sei grande per il ciuccio” perchè nel caso di Auri non è così, in fondo non ha neanche tre anni; in più non è insistendo sull’età che aiuti un bambino a distaccarsi da qualcosa. Il pensiero però che non lo togliessimo più fino ad età scolare mi toccava e sinceramente non mi rendeva così felice, ma cosa potevo fare se non aspettare si sentisse pronta?

Prima della nascita di Angelica non ho mai insistito con il toglierlo per due motivi: intanto da pochi mesi avevamo abbandonato il pannolino e credo che per i bambini è si una conquista, ma anche un forte distacco e un senso di responsabilità, in più con l’arrivo imminente della sorellina non avrei voluto aumentare gli scompensi affettivi che si erano creati; in fondo, si sa che il ciuccio è una coccola, un modo per compensare a volte la mancanza di attenzioni.

Intanto, però, noi mamme ci facciamo influenzare e prendere da mille paranoie, quando i bimbi delle amiche e conoscenti riescono in qualcosa e i nostri no. Così forte dalle loro esperienze, inizio anche io ad insistere a togliere il ciuccio ad Auri. Non ci sono stati elfi, Babbo Natale o Befane che tenessero, questo “maledetto” ciuccio non siamo riusciti a lasciarlo a nessuno. L’arrivo di Angelica è stato una tragedia, il ciuccio era per Aurora un porto sicuro per calmare ogni suo capriccio e pianto e, non lo nego, è stato un’ancora di salvezza anche per me. Il fatto però che lei prendesse il ciuccio e Angelica no (non ne vuole proprio sapere e ne sono felice anche se le mie tette chiedono pietà!) ha portato Auri molte volte a dire che anche lei non lo voleva più per dormire e devo dire che qualche mezza dormita senza ciuccio è riuscita a farla: io cantavo vittoria, ma lei dopo poco mi fregava piangendo disperatamente alla ricerca del suo amato “ciucciu”.

Arriviamo, però, a quel lunedì di gennaio: come al solito, rientrate dall’asilo, è l’ora della nanna. Caramella (altro vizietto che non toglieremo mai!!!), acqua, pipì, libro e via nel letto. Manca qualcosa, ma Auri non lo cerca e io evito di nominarlo. Leggiamo la storia e vedo che pian pianino Rori si addormenta, ma ecco che nel silenzio mi dice <Mamma ciucciu> . Non so cosa mi spinge a dirle che avremmo fatto una magia quel giorno <Amore tu chiudi gli occhi, mamma conta fino a venti e vedrai che ti addormenti>, lei, curiosa di veder realizzare la magia, chiude gli occhietti e io inizio a contare. Ero impaurita, se al venti non si fosse addormentata, addio magia, addio credibilità e addio idea del dormire senza ciuccio. Inizio a contare molto lentamente <uno….due….tre….>, non sono convinta, Auri ripete i numeri con me non dando cenno di sonno, sono spacciata ma vado avanti <dieci….undici…dodi….> sento il respiro di Auri cambiare, ha il respiro più pesante e dorme! Non ci volevo credere! Ovviamente quando Auri si è svegliata era entusiasta di aver dormito senza ciuccio e che la magia aveva funzionato! Così, da quel giorno, la magia è diventata la nostra routine prima della nanna pomeridiana.

Non nego che ogni tanto lo chieda ancora prima di addormentarsi la sera, ma tra un abbraccio, mille baci e carezze si addormenta (nel lettone) tranquilla senza ciuccio.