LIFESTYLE,  MOMLIFE

INADEGUATA SEMPRE

Eccomi qua a scrivere qualcosa che non avrei mai pensato di fare, a scrivere tutto quello che ho sempre pensato di me e del mio rapporto con Aurora Maria, ma che non ho mai voluto urlare ad alta voce. Ieri nelle mie stories su Instagram ho esposto un problema che ho nella gestione del tempo con Aurora e sono stata sommersa di messaggi che mi hanno fatto riflettere ed elaborare la situazione, mettendo a nudo la mia persona, e di questo non posso che esservene grata.

Tutto nasce dal mio diventare mamma e dal mio sentirmi inadeguata nei confronti di Aurora Maria. La sua nascita, per quanto voluta e sognata, ha rivoluzionato completamente la mia vita: io che ero dinamica, sempre in perfetto ordine e piena di cose da fare, mi ritrovo in casa perennemente in pigiama con neanche la faccia lavata, con una bambina che dorme si, ma che lo fa esclusivamente addosso a me. Quindi addio docce infinite, capelli perfetti, casa in ordine e pranzetti super curati. Tutto il mio mondo stava crollando e nonostante io amassi alla follia (e amo più della mia stessa vita) quel piccolo esserino, ogni suo modo di fare mi mandava fuori di testa. Magari vi state chiedendo se forse non ero pronta a diventare mamma? io credo che ero prontissima, solo nessuno mi aveva mai sbattuto in faccia che le cose non sarebbero state così paradisiache come vogliono farci credere siano. Se ci fate caso quando si diventa mamme le uniche domande che ti fanno riguardo al bambino è se mangia e dorme e quanto pesa, peccato che mai nessuno ti chiede come stai realmente tu; ma peggio ancora tutti vogliono toglierti di mano tuo figlio così hai del tempo da dedicarti, ma nessuno ti da un reale aiuto che sarebbe quello di sistemarti casa, portarti del cibo pronto e fare in modo che l’unica cosa, la più importante, che tu debba fare e dedicarti a tuo figlio. E io questa cosa l’ho patita molto per due motivi: intanto perchè se attorno a me vedo disordine il mio cervello non è più in grado di ragionare e vado fuori di testa, quindi qualcuno che desse una riordinata a casa mi avrebbe fatto piacere, ma non avendola avuta, ho rinunciato a passeggiate, coccole o anche solo perdermi negli occhi di mia figlia e se mai lo facevo e quindi lasciavo in arretrato del lavoro da fare in casa, le mie urla credo si sentissero in tutto il vicinato. E poi, non chiedetemi perchè, perchè non so neanche io il motivo, non volevo che Aurora Maria fosse presa e portata via da me (anche solo di una stanza). Era mia! Quindi gli “aiuti” che mi sono arrivati si mi hanno concesso sì una doccia calda, ma mi hanno allontanato da quella personcina con cui ancora dovevo prendere le misure e con cui mi sentivo INADEGUATA.

Ad agosto 2016 è arrivato il duro colpo: se fino ai tre mesi Aurora dipendeva da me perchè grazie a me si nutriva, di colpo ho smesso di allattarla. Mi sono sentita fallita e inutile… Aurora non stimolava bene il seno e quindi aveva poco latte a disposizione, perdeva peso e ogni poppata era un pianto unico e siccome, anche in questo caso non ho ricevuto consigli adeguati e risolutivi per una neo mamma alle prime armi, sono passata di mia spontanea volontà al biberon. Adesso chiunque poteva prendersi cura di Aurora e ancora una volta mi sono sentita messa da parte e mi sono chiusa nella mia sofferenza.

E poi il colpo di grazia: per una precaria come me rifiutare un posto di lavoro non era fattibile e a novembre ho ripreso a lavorare… mia figlia aveva solo sei mesi e la lasciavo più di dieci ore al giorno tra nido e nonni. Come mi sono sentita? Uno schifo! Mi mancava, mi mancava disperatamente come quando ti manca l’aria, mi insultavo per tutte le volte che sarei voluta scappare da lei perchè non riuscivo a concludere nulla in casa, per tutte le volte che avevo alzato la voce per un suo pianto, per tutte le volte che me ne ero andata in un’altra stanza pur di stare qualche minuto senza di lei. Ma che madre sono stata? E provavo (e provo) invidia mista ad odio per tutte quelle persone che riuscivano a strapparle un sorriso, o vedevano i suoi cambiamenti prima di me, ma soprattutto che le davano (e danno) insegnamenti opposti a quelli che le si stava dando in casa.

Gli anni sono passati e questo sensi di colpa hanno solo creato un blocco dentro di me: non riesco a stare con lei, ad accettare il suo essere diversa da me e di tutto questo mi do la colpa perchè forse avessi pensato più a godermi il tempo con lei, invece di trovare mille scuse per non farlo, adesso il rapporto con Auri sarebbe diverso. Magari no… chi lo sa, ma sicuramente io sarei più serena e appagata. Aurora Maria non somiglia per nulla a me: è la fotocopia fisica di mio marito e ha il carattere della sua famiglia…. di me ha solo gli occhi…quelli che vedo spesso tristi quando è con me.

Pretendo sempre e solo da lei senza dare mai priorità alle sue esigenze: non ho mai costruito una torre con le costruzioni per poi buttarla giù e vederla ridere di gusto, le dico sempre di aspettare perchè ho sempre qualcosa da finire prima, non le ho mai fatto scarabbocchiare un album perchè l’ho sempre visto come uno spreco! Sono sempre stata dura con lei! Aurora Maria non è una bambina semplicissima da gestire è vero: non vede mai il pericolo neanche quando glielo metti davanti agli occhi, si stufa velocemente di tutto e fa il contrario di qualsiasi cosa le si venga chiesto. Devo però iniziare a guardare tutte le volte che mi accarezza il viso, che mi chiede un abbraccio, che vuole essere portata in braccio come le principesse, che mi chiede di farle il solletico e che mi chiama mammina anche se ho appena finito di sgridarla. Voglio recuperare il tempo che ho perso, voglio e devo!

Non servono dei veri giochi per far felici un bambino, serve solo essere presenti!