VIAGGI

Viaggiare con i bambini da 0 a 3 anni: curiosità e consigli

Eccoci appena rientrati dalla nostra brevissima, ma intensa vacanza in Toscana. Tre giorni immersi nelle colline del Chianti, alla scoperta di paesi che hanno alle spalle una storia di oltre 3000 anni.

Viaggiare con i bambini, di cui una neonata, non è semplicissimo, soprattutto se ti trovi a girare tutto il giorno, al caldo e con diversi km da fare a piedi. Già, perchè ogni paese che abbiamo visitato era dislocato sulle colline! Con mio marito, però, avevamo già deciso che l’arrivo dei figli non ci avrebbe bloccato a casa, quindi preventivando gli imprevisti e armandoci di tantissima pazienza, viaggiamo e amiamo farlo con loro!

Partiamo da dove alloggiare. Innanzitutto bisogna scegliere una zona che sia comoda ai centri di riferimento che si vogliono visitare, così da evitare ulteriori ore in macchina che con il caldo non sono così piacevoli. Invece, per quanto riguarda la tipologia di struttura, con i bambini sono sempre pro appartamento. Perchè? è come essere a casa, tutte le comodità e soprattutto una cucina a disposizione per preparare il pranzo da portare via per Angelica e anche le nostre cene (lo so che è bello ma non si può mangiare al ristorante pranzo e cena con due bambine che di stare sedute si stufano ben presto!).

Cosa e come visitare. Sicuramente quando si parte per un viaggio si pensa bene quali posti andare a vedere ed è sempre bene, a parer mio, studiare un po’ la struttura della zona in modo da capire se è fattibile farlo o meno con i bambini (non avrei mai proposto ad Auri visite guidate di monumenti o musei perchè si sarebbe stufata velocemente, magari creando anche disturbo ad altre persone della comitiva, idem Angelica). Quindi ok a visite brevi e magari anche interattive!

Ciò che ho trovato assolutamente utile per gli spostamenti a piedi è stato l’utilizzo della fascia (o marsupio), perchè anche se non abbiamo trovato scalinate immense da fare, le salite sono molto ripide e sicuramente il passeggino se lo si può evitare è tanto meglio (per visitare le mura di Monteriggioni la fascia è stata super utile!)

Essendo una vacanza estiva vi faccio una lista di cosa non può mancare assolutamente nella borsa:

  • SALVIETTE! Non so quante ne ho fatte fuori… con il caldo sono state utilissime per rinfrescarci ogni tanto;
  • ACQUA tantissima: camminando bisogna bere spesso e soprattutto le bambine hanno bisogno di idratarsi;
  • CAPPELLINO: le insolazioni evitiamole assolutamente;
  • CREMA SOLARE: le scottature sono poco piacevoli per gli adulti, figuriamoci per i bambini;
  • GIOCHI: come dicevo prima i bimbi si stufano in fretta sia in macchina che nei ristoranti e quindi portare un diversivo aiuta genitori e figli a godersi un po’ di più la vacanza;
  • CIBO: sempre avere qualcosa da sgranocchiare in borsa per alleviare qualche piccolo languorino procurato dal tanto camminare!

E poi ciò che serve tanto è lo spirito di adattamento e tanta tanta tantissima pazienza! Viaggiare con i bambini non è semplice e sopratutto, se quello che cercate è un po’ di relax, con loro ne avrete poco. Non so, ma noi puntualmente quando ci arriva il piatto abbiamo richieste di Aurora di andare in bagno, oppure Angelica vuole essere cambiata o ha fame; per le camminate, nonostante Aurora Maria abbia già tre anni, dopo un po’ si stanca e quindi le lamentele sono un po’ snervanti; e se quando eravate una coppia il viaggio lo passavate ad ascoltare quella lunga playlist di canzoni che accuratamente avevate preparato per giorni, oppure a chiacchierare dei vostri sogni e progetti, beh i nostri spostamenti in macchina sono diventati una richiesta di canzoni in loop di Auri e pianti infiniti di Angelica per motivi sconosciuti (visto che mangiare aveva mangiato, il pannolino era pulito e aveva pure bevuto!) Nonostante tutto, però, non andrei in nessun posto senza di loro: Angelica è piccolina ok, ma Auri ha uno spirito e una curiosità pazzesca, nota i minimi dettagli nelle cose e soprattutto ti spiazza con le storie fantastiche che ricama sopra un particolare che magari noi adulti non avevamo notato.