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Svezzamento: la mia esperienza con Angelica

Ogni giorno molte di voi mi chiedono consigli o mi fanno domande su come ho agito con Angelica per svezzarla, così ho deciso di scrivere questo articolo per raccontarvi la nostra storia.

Voglio partire dal fatto che ogni bambino è a se, quindi ripeto questa è la nostra esperienza e probabilmente sarà diversa da tutte le vostre, ma è giusto così. Ogni mamma ha il suo bambino!

Voglio ancora dire che, nonostante con Aurora Maria abbia seguito più o meno la stessa strada, con Angelica le cose sono state un po’ diverse, quindi per sicurezza mia ho voluto partecipare ad un corso di disostruzione pediatrica che è stato organizzato dalla Croce Rossa Italiana della mia zona di residenza. Ammetto che mi è stato di sostegno in alcune situazioni di “pericolo”.

Ma parliamo di svezzamento: un tema che sta a cuore a tutte le mamme, come l’allattamento, e che crea sicuramente mille dubbi e ansie. Perchè diciamolo, se i nostri bimbi mangiano poco, rifiutano i pasti che gli proponiamo o addirittura non mangiano, il delirio è alla porta! Io sono la prima che va in ansia e inizia ad essere nervosa! Però, c’è sempre una soluzione a tutto, basta capire dove sta il problema.

Intanto prima di iniziare a svezzare, parlate con il vostro pediatra di riferimento, ma soprattutto occhio ai segnali che vi manda il vostro bambino: mai anticipare i tempi, se al momento vi sembra di aver fatto la scelta giusta, fidatevi che la pagherete nel tempo!

Quali sono i segni?

Se state allattando la cosa più giusta per la vostra salute e quella del vostro bambino è di aspettare i 6 mesi compiuti, ma se il vostro bambino è pronto giorno più, giorno meno non cambia, in fondo non sono delle macchine!

Sicuramente, invece, ciò che è giusto guardare è se:

  • il bambino sta seduto bene sulla sedia;
  • se ha perso il riflesso di estrusione (o almeno se non lo utilizza quando gli si avvicina il cucchiaino o del cibo alla bocca);
  • se mostrano interesse per il cibo dei genitori e/o fratellini.

Ovviamente tanti altri sono i segnali, ma sicuramente questi sono i principali. Sicuramente i dentini non fanno parte a questo elenco!

Angelica ha mostrato segni di interesse al cibo intorno ai quattro mesi, ma io questa volta fretta di cominciare con lo svezzamento non ne avevo proprio. La vedevo piccolina, ancora interessata maggiormente al seno e soprattutto lei non stava assolutamente seduta! Su questo punto, a dire il vero, dobbiamo ancora lavorare un pochino, perchè ogni tanto scivoliamo nel seggiolone, ma sicuramente Angelica è in grado di stare seduta e mangiare il pasto! Ed è così che il 19 giugno abbiamo cominciato con il pranzo, all’età di 5 mesi e 21 giorni.

I primi pranzi erano composti da:

  • passato di verdura fatto con carota, patate e zucchina (io non ho mai diviso brodo e verdure, lo trovo un passaggio che serve a poco);
  • 2-3 cucchiai di farine (mais e tapioca o crema di riso);
  • mezzo vasetto di omogenizzato di carne bianca;
  • una spolverata di parmiggiano;
  • un cucchiaino di olio evo.

Ogni 3 giorni aggiungevo una verdura nuova in modo da controllare eventuali allergie o intolleranze.

Per i primi quidici giorni direi che la situazione è stata ottima: Angelica ha sempre mangiato con gusto e piacere qualsiasi piatto le proponevo. Poi dal nulla (con i bambini è così) ha iniziato a rifiutare i suoi pranzi, mille urla e pianti, oltre a sputacchiare pappetta ovunque. Anche la merenda di omogenizzato alla frutta era super rifiutata!

Nonostante sia la seconda figlia e un po’ di esperienza, il panico è sopraggiunto. Non sapevo cosa fare! La vedevo piccolina per iniziare a proporle i nostri piatti, ma niente, dopo giorni di tentativi vari ho dovuto cedere! e direi anche per fortuna!

Ho iniziato a proporre ad Angelica il nostro pranzo (ovviamente preparavo cose che potessero andare bene anche per lei) e piano piano il suo bel piattino lo mangiava e senza più tutti quei pianti agonizzanti. Ho semplicemente cambiato la forma di quello che ha nel piatto, rendendolo più appetibile e più “da grandi”.

Adesso i pasti di Angelica prevedono pasta di varie dimensioni, quindi dalla gemmina alla pennetta; i passati si sono trasformati in minestroni e ho inserito ogni tipo di proteina (carne bianca e rossa, pesce e legumi), tranne l’uovo che, per mia fissazione, aspetto a darle, ma non manca molto!

Il suo pranzo adesso comprende:

  • 20/30 gr di pasta o pastina o riso (uso anche pasta di farina integrale);
  • 40/50 gr di proteine
  • verdura (che può essere anche solo una es: pasta con il pomodoro)
  • spolverata di parmiggiano;
  • un cucchiaino di olio evo.

Mentre per la cena tendo a ridurre le proteine (ad esempio se a pranzo ha mangiato i legumi o della carne rossa) proponendole:

  • 20/30gr di pastina;
  • 200ml di minestrone;
  • spolverata più abbondante di parmiggiano;
  • formaggino o prosciutto o pesce (se a pranzo ha mangiato carne bianca o pesce);
  • un cucchiaino di olio evo.

I nostri pasti contengono il sale, ovviamente sempre in dose moderata!

Pro:

Sicuramente il non dover preparare più piatti per un solo pasto mi aiuta a recuperare del tempo; poi sono tranquilla di poter trovare qualcosa da mangiare anche per Angelica durante le nostre uscite.

Contro:

Il tempo per consumare il pasto è leggermente aumentato, ma con un po’ di organizzazione ce la si fa a rispettare tutti gli orari!

Se i vostri piccoli hanno dei fratelli o delle sorelle maggiori è di molto aiuto farli mangiare insieme, il più piccolo guarderà e imparerà sempre dal più grande. Se poi i pasti vengono consumati con tutta la famiglia a tavola non può che essere un valore aggiunto!